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L’etica dell’idealismo
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Giacomo Rinaldi, Teoria etica

Trieste, Edizioni Goliardiche 2004

Pp. xii–532. ISBN 88-88171-89-4



A.

Il fondamentale bisogno intellettuale e culturale che questo saggio si propone di soddisfare è quello di una comprensione genuinamente filosofica della peculiare problematica dell’Etica, che la concepisca cioè come un sapere rigorosamente razionale, sistematico e «privo di presupposti», di cui è possibile e necessario esigere e fornire una «fondazione ultima». Mediante un serrato confronto critico con le più significative, o per lo meno influenti, dottrine formulate così dal pensiero antico e medievale (Platone, Aristotele, Agostino, Meister Eckhart) che da quello moderno (Spinoza, Vico, Kant) e contemporaneo (Fichte, Hegel, Mazzini, Marx, Engels, J. S. Mill, Nietzsche, Husserl, Heidegger, Scheler, N. Hartmann, Croce, Gentile, Adorno), essa tematizza anzitutto gl’imprescindibili fondamenti gnoseologici e metafisici della filosofia morale; individua quindi nella stessa struttura formale-generale dell’atto del pensare il criterio razionale per la distinzione dei tre ambiti tematici fondamentali in cui essa si articola: la Metafisica dei costumi (cioè la teoria del principio etico), la Filosofia del diritto (cioè la teoria delle condizioni normative della sua astratta oggettivazione nel mondo sensibile) e la Filosofia morale e politica (cioè la teoria della sua concreta attuazione nella storia dello spirito); e procede infine a svolgere in maniera logicamente cogente e tendenzialmente esaustiva le determinate categorie reali-spirituali che ne esplicano il peculiare contenuto. Il risultato teoretico così conseguito trova un preciso e significativo riscontro, oltre che nella classica filosofia hegeliana dello «spirito oggettivo», nelle analoghe (ma non identiche) concezioni «sistematiche» e «idealistico-oggettive» dell’Etica sviluppate ai giorni nostri, rispettivamente, da Richard D. Winfield e da Vittorio Hösle.

The fundamental intellectual and cultural need this essay aims at satisfying is that of a genuinely philosophical understanding of the peculiar topic of Ethics – i.e., one that conceives it as a rigorously rational, systematic, and “presuppositionless” knowing, of which it is possible and necessary to require and provide an “ultimate foundation”. Through a close critical discussion of the most significant, or at least influential, doctrines stated both from ancient and medieval (Plato, Aristotle, Augustine, Meister Eckhart) and from modern (Spinoza, Vico, Kant) and contemporary (Fichte, Hegel, Mazzini, Marx, Engels, J. S. Mill, Nietzsche, Husserl, Heidegger, Scheler, N. Hartmann, Croce, Gentile, Adorno) thought, it first sets out the indispensable epistemological and metaphysical foundations of moral philosophy. It then singles out in the very formal-general structure of the act of thinking the rational criterion for the distinction of the three main Parts in which it is articulated: the Metaphysics of Customs (i.e., the theory of the ethical principle), the Philosophy of Right (i.e., the theory of the normative conditions for its abstract objectification in the sensuous world), and the Moral and Political Philosophy (i.e., the theory of its concrete actualization in the history of spirit). Finally, it goes on to develop, in a logically cogent and fundamentally exhaustive way, the determinate real-spiritual categories unfolding the peculiar content of the ethical principle. The theoretical outcome thus achieved finds a precise and significant counterpart both in the classic Hegelian philosophy of “objective spirit” and in today’s analogous (but not identical) “systematic” and “objective-idealistic” conceptions of Ethics worked out by R. D. Winfield and V. Hösle.

B.

GIACOMO RINALDI, nato a Bergamo nel 1954, è professore di Filosofia morale e di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino. Ha dedicato numerosi articoli e volumi all’analisi e all’interpretazione della filosofia moderna e contemporanea, il più significativo dei quali è A History and Interpretation of the Logic of Hegel (Lewiston, N.Y., The Edwin Mellen Press, 1992). La sua prospettiva teoretica idealistico-speculativa, programmaticamente delineata già nel saggio “L’atto logico-etico come principio della filosofia” («Studi filosofici», 1982–83), è stata quindi più concretamente articolata in una serie di scritti apparsi su «Studi urbinati»: “Essenza e dialettica della percezione sensibile” (1993–1994); “Fondamenti di filosofia del linguaggio” (1997–1998); “Prolegomeni ad una teoria generale della conoscenza” (1999); “Idea e realtà della Logica” (Parte I, 2001–2002; Parte II, 2003–2004).

GIACOMO RINALDI, born in Bergamo in 1954, is professor of Moral and Intellectual Philosophy in the Faculty of Sociology at the University of Urbino. He has devoted many articles and books to the analysis and interpretation of modern and contemporary thought, the most significant of which is A History and Interpretation of the Logic of Hegel (Lewiston, N.Y., The Edwin Mellen Press, 1992). His idealistic-speculative theoretical perspective, which had already been sketched in his programmatic essay “L’atto logico-etico come principio della filosofia” («Studi filosofici», 1982–83), was then developed in greater detail in a set of articles that appeared in «Studi urbinati»: “Essenza e dialettica della percezione sensibile” (1993–1994); “Fondamenti di filosofia del linguaggio” (1997–1998); “Prolegomeni ad una teoria generale della conoscenza” (1999); “Idea e realtà della Logica” (Part I, 2001–2002; Part II, 2003–2004).